Lo stile di Tim Burton è contagioso?

October 1, 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi ha incuriosito la notizia di un disegnatore russo che ha rivisitato gli eroi dei fumetti immaginati secondo lo stile di Tim Burton

 

E lo capisco. Confesso che da ragazza ho avuto un'adorazione pressoché totale per Burton.

 

Sarà perché il suo cinema l'ho sempre visto come un ponte un poco perturbante verso un fantastico dalle tinte dark (lo scheletro filiforme è senza dubbio il suo marchio di fabbrica, no?).

 

Mi piaceva il suo mondo popolato da tanti mostri-puppet characters che animano uno spettacolo da fiaba ma anche tattile (il richiamo alla concretezza è sempre presente).

 

Dicono che i suoi personaggi siano malinconici, ma mai depressi.

 

Sarà questa la ragione della sua presa sui giovani: malinconia spogliata della depressione?

 

Il repertorio iconografico burtoniano è certo molto vario (uomini-pinguino, uomini-pipistrello, donne-gatto, alieni folli, dracula sulla via del tramonto etc.) e ha rimpolpato – pellicola dopo pellicola, anno dopo anno – la sua ispirazione pop, soddisfando i gusti un po' di tutti.

 

Mi piacevano il make-up e le maschera dei suoi film; le performance estemporanee (Joker insegna), che è tutto ciò che in fondo contava.

 

E poi come può un adolescente non essere stregato dal fascino di Edward Mani di Forbice, novello cyberpunk, con la sua protesi sostitutiva delle mani, capace di scolpire persino blocchi di ghiaccio, ma incapace di un contatto intimo?

 

L’esibizionismo fantasioso di Nightmare before Christmas ha riscattato la tristezza di parecchi Natali, va detto.

 

E per la Sposa Cadavere si è parlato persino di "atmosfere da Frankestein addolcito"

 

Diciamolo: il romanticismo imperante che attraversa tutti i suoi film è miele per qualunque giovane, il cuore pulsante del business burtoniano.

 

Probabilmente oggi, da adulta, il suo film che preferisco resta Ed Wood, trionfo di illusioni defunte (ahinoi!), con un impareggiabile Bela Lugosi, storico interprete di Dracula, emarginato dallo star system, che non trova di meglio da fare che sostituire la passione con l'eroina...uno spettacolo del ridicolo che corteggia il patetico, e che tocca corde più "da grandi" (almeno credo).

 

Il gioco del disegnatore russo Andrew Tarusow è divertente e capisco quanto sia facile essere "posseduti" dallo spirito burtoniano. La palma va per me ad "Iron Man": decisamente il più burtoniano di tutti!

 

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