Calatrava, fra voli e cadute

October 5, 2016

 

Calatrava ha ricevuto l'"Oscar dei Musei" ("Leading Culture Destinations Awards") per il suo "Museo di Domani" al centro di Rio de Janeiro.

 

Evviva. Un edificio che è insieme un'attrazione turistica e una struttura che rivitalizza la città, visitata da più di un milione di persone in soli nove mesi.

 

Chi apprezza Calatrava ama anche il movimento e il concetto di flusso che ispirano tutte le sue creazioni, famose per saper coniugare l'aspetto estetico quasi aereo e molto dinamico con le ferree regole d'ingegneria.

 

Anche nelle sculture il discorso è lo stesso: un bronzo di Calatrava può essere chiamato senza alcun imbarazzo "Nascita di una foglia" , perché anche da architetto-scultore usa sfidare la resistenza di ogni tipo di materiale per ricreare effetti armoniosi.

 

Per questo edificio in particolare, che svetta sul molo di Mauá, nella regione portuale di Rio de Janeiro, si parla del "più grande progetto di sviluppo urbano del paese", realizzato in occasione della Candidatura di Rio ai Giochi Olimpici di quest'anno.

 

"Vista la natura varia delle esposizioni - ha scritto Calatrava - abbiamo introdotto una struttura archetipica all’interno dell’edificio. Questa semplicità permette un uso versatile e funzionale del museo, in grado di ospitare conferenze ma anche di proporsi come spazio di ricerca”.

 

Copertura a sbalzo, una serie di ventagli mobili che disegnano la facciata, semplicità, multifunzionalità e cultura carioca come fonte di ispirazione sono gli elementi con cui è stata messa a punto uno struttura che vanta 5000 metri quadrati all'esterno e una piazza di ben 7600 metri quadrati a circondare l'edificio perché "crea uno spazio urbano più coeso e riflette una maggiore trasformazione del quartiere".

 

Ovviamente non manca neppure la trovata ad effetto: «L’idea è che l’edificio sembri quasi galleggiare sul mare come una nave, un uccello o una pianta».

 

A Rio Calatrava ha fatto centro con il suo edificio che si presenta come spazio innovativo dove poter narrare i "cambiamenti che il mondo sta affrontando a partire dal clima fino alla crescita della popolazione, passando per la biodiversità, l’ingegneria genetica e la bioetica".

 

Altrove, più che premi, le sue opere hanno invece continuato a suscitare polemiche, come da tradizione. 

 

E' il caso dell’Oculus a New York, la nuova stazione che l'architetto ha progettato sulle ceneri del World Trade Center, e che ha sollevato un polverone per i costi spropositati:

4 miliardi di dollari.

 

Una struttura alta 50 metri con enormi ali d'acciaio a rappresentare una colomba liberata dalle mani di un bambino, simbolo della rinascita della Lowe Manhattan.

 

Parecchi sono quelli che - specie nella Grande Mela - non si sono lasciati impressionare dalla poetica fin troppo aulica (quanto onerosa) dell'architetto spagnolo: "Sembra la carcassa di un tacchino dopo il pranzo di Thanksgiving"; "E' il cadavere di un dinosauro"; "Pare un mostro di Pokemon capovolto", questi alcuni dei commenti più ficcanti rintracciati sul web.

 

"Si tratta di un grandioso simbolo di sprechi", è andato giù duro anche il New York Times.

 

Calatrava, in ogni caso, continua a sposare la poetica del volo, e dopo la colomba rilancia con il falco: suo sarà infatti il padiglione degli Emirati Arabi Uniti che costruirà in occasione di Expo 2020, che coprirà una superificie di 15.000 metri quadrati, e che avrà appunto le sembianze del suddetto rapace nell'atto di staccarsi da terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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