Il trenino della crescita e le previsioni poco puntuali

October 10, 2016

 

Luca Ricolfi sul Sole24 Ore di ieri ha fatto giustamente notare come nel 2015 su 34 paesi Ocse (che con l'ingresso della Lettonia sono ora 35) 20 sono cresciuti ad un tasso superiore al 2% , e metà di questi ultimi a un tasso superiore al 3% o al 4%. 

 

Negli anni dal 2012 al 2015, se si dà un'occhiata alla ripartizione del treno della crescita, si vede come 5 paesi sono a crescita negativa o nulla, 7 paesi sono in stagnazione (crescita positiva ma inferiore all'1%), 7 paesi in crescita lenta (fra l'1% e il 2%) e 15 paesi in crescita sostenuta (oltre il 2%, se non il 3% o il 4%).

 

In coda al treno: Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Finlandia.

 

Ricolfi sottolinea anche come nelle previsioni Ocse e Fmi si presentano due regolarità generali: il tasso di crescita medio dei paesi Ocse è sempre sopravvalutato; mentre la differenziazione dei tassi di crescita è sempre sottovalutata.

 

Insomma, il treno della crescita ha vagoni di colori ben differenti: chi sta davanti ha preso da un pezzo a viaggiare più o meno spedito; chi sta in fondo - e sono sempre gli stessi - arrancano.

 

Ma le differenze esistono, eccome.

 

Solo che a forza di non centrare le previsioni finiamo per dimenticarcene un po' troppo spesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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