2030: Odissea nel Pianeta Rosso

October 13, 2016

 

La fantascienza è destinata a perdere  parecchio fascino, dopo che Barack Obama, in un editoriale alla CNN ha promesso che “gli Stati Uniti saranno su Marte entro gli anni 2030”.

 

Una missione – ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca – “con l’obiettivo di rendere le nostre vite migliori qui sulla Terra”.

 

La promessa ha contorni piuttosto concreti: “Sono eccitato di annunciare che stiamo lavorando con i nostri partner commerciali per creare nuovi habitat che possano sostenere la vita e il trasporto degli astronauti nello spazio profondo – scrive Mr Obama - Queste missioni ci insegneranno che gli uomini potranno vivere lontani dalla Terra - una cosa che ci servirà  per il lungo viaggio verso Marte".

 

E già la mente passa in rassegna tutte le navicelle che hanno sfrecciato nel grande schermo (o nella pagine dei libri).

 

Ma quando si legge che l’agenzia spaziale USA avrebbe firmato accordi con sei aziende private per mettere a punto habitat in grado di sostenere l’uomo oltre l’orbita terrestre, la curiosità intorno al design spaziale si scatena.

 

Si sa già naturalmente che uno dei principali crucci tecnologici a cui far fronte riguarderà la protezione della navicella dalle radiazioni spaziali durante il soggiorno su Marte (che – dicono gli esperti – costringerebbe un astronauta a esporsi a una quantità di radiazioni pari a quelle ricevute con una radiografia fatta ogni 5 o 6 giorni).

 

Ma le preoccupazioni di salute sono probabilmente le ultime a cui pensa il comune mortale, stregato com'è da un sogno che ha accarezzato fin da bambino.

 

E' l’estetica e le funzionalità dei prototipi di navicella ciò su cui tutti più o meno puntiamo per primi l’attenzione.

 

Quando già Elon Musk, il fondatore di SpaceX - lanciò l’idea di colonizzare il Pianeta Rosso entro il 2026 si parlò di un viaggio per Marte che potrebbe costare circa 10 miliardi di dollari a persona (più o meno come il costo di un appartamento).

 

Roba da ricchi, insomma. Tanto che persino Flavio Manzoni, il responsabile dello stile Ferrari, si è cimentato in un prototipo di navicella spaziale stile Cavallino Rampante

pronto a fendere l’aria con i suoi 4480 millimetri (per 900 kg di peso), potenza di 550 cavalli e forme avveniristiche da lasciare senza fiato.

 

Solo un progetto, naturalmente, realizzato quasi per gioco e per passione, al confine fra scienza e fantascienza.

 

Però le cose potrebbero evolvere prima del previsto e portare a vetture spaziali a nostro uso e consumo quando meno ce l'aspettiamo.

 

Piace ricordare il bungalow modello navicella spaziale che un italiano – Carlo Zappa – realizzò nell’ormai lontano 1974, peraltro ritornato da poco in commercio.

 

Una capsula bianca e sferica (3,25 metri per 2,80) da piazzare in giardino per “invitare ad un confortevole soggiorno nel verde”, certo, ma anche per sognare futuristici viaggi esoplanetari in tutta tranquillità dal proprio orticello protetto. (non a caso si chiamava “La Tana”)

 

Sogni che ora potrebbero presto diventare realtà, par di capire. Almeno per chi se lo potrà permettere, evidentemente.

 

Che ne pensano gli amici di Mars One?

 

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