Donne maschiliste?

October 21, 2016

 

 

Mi ha fatto sorridere di un sorriso amaro il pezzo dello scrittore Errico Buonanno su Pagina 99 in cui racconta la sua personale fatica di essere riconosciuto dalle donne nel suo ruolo di “padre a tempo pieno”.

 

Giudicato “bravo” nello svolgere dei compiti (come portare bambini a passeggio o andarli a riprendere all’asilo) che sono considerati del tutto normali per una donna.

 

Buonanno è del ’79, più o meno mio coetaneo, e posso confermare (purtroppo) che questo tipo di pregiudizi maschilisti sono parecchio diffusi fra diverse mie amiche.

 

Anzi, mi sono imbattuta personalmente anche nello sfogo di una mamma arrabbiata per l’eccesso di lodi ricevute dal marito “casalingo” e padre a tempo pieno, cosa che – così raccontava la donna in questione, piena di rabbia - la faceva sentire doppiamente in colpa per non essere abbastanza presente in casa, visto che era l’unica a lavorare fuori.

 

Oppure anche nello sfogo di una quarantenne senza figli, ma non per scelta, che si trova continuamente esposta ad un doloroso senso di inadeguatezza ogni volta (e sono parecchie) una donna le rivolge immancabilmente la fatidica domanda “Come mai?”.

 

Pregiudizi, questi, di cui spesso noi donne non siamo solo vittime ma, talvolta inconsapevolmente, anche artefici.

 

È parecchio dura da ammettere, ma la confessione dello scrittore “mammo provetto” ci invita a darci tutte una bella svegliata.

 

Per questo, oltre che, naturalmente, per tutto il resto, questo papà si merita un sonoro, riconoscente e collettivo “bravo”.

 

 

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