Kubo e il cinema magico

November 7, 2016

 

Un film consigliatissimo, una festa per gli occhi. Le sorellastre della mamma di Kubo che vogliono strappare al pargolo l'unico occhio sano, poi, sono davvero spaventose. Dopo tanti film d'animazione visti, è la prima volta che mi imbatto in cattivone che suscitano sì tanta inquietudine. L'antico Giappone, poi, è sempre l'antico Giappone, ma lo stop motion applicato alle scene di battaglia è l'Ultimo samurai a passo uno che mixa Edward Zwick con Wes Anderson (quello del sublime Fantastic Mr Fox). Pare che il film sia costato cinque anni di riprese, e c'è da crederci: gli origami che prendono vita volano leggeri su paesaggi mozzafiato, e il regista Travis Knight (presidente della Laika ma al debutto come regia...ci credete?), che vanta nella prima giovinezza letture fantasy targate J.R.R. Tolkien e L. Frank Baum, ma anche film firmati Kurosawa, Spielberg, Lucas, pare non essersi risparmiato in nulla nel rendere il giusto merito alla cultura giapponese. Lo studio dei particolari del film ne è testimone. Su Lettera 43 leggo che Il pupazzo di Kubo vanta 11.007 espressioni diverse della bocca e 4.429 delle sopracciglia e ...circa 48 milioni di possibili espressioni facciali!

Chissenefrega del realismo, direte voi. Beh, quando si tira in ballo la magia, il realismo è fondamentale, vi pare?

Voto dieci, comunque. Con il sorriso più largo che le mie pochi espressioni facciali mi consentono. 

 

 


 

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