Il grattacielo di Hopper (e di Viginia)

November 21, 2016

 

Il grattacielo di Hopper è naturalmente il faro. I suoi dipinti sono in mostra al Complesso del VIttoriano a Roma fino al 12 febbraio 2017 e fra questi c'è anche Faro a Two Lights che noto - non con una certa sorpresa - essere stato dipinto nel 1927. Lo stesso anno di pubblicazione di Gita al Faro di Virginia Woolf

 

Oggi la figura del faro hopperiano è ancora più malinconica (nonostante il dialogo con la luce lungo un secolo) considerato il fatto che queste torri dai potenti segnali luminosi che un tempo erano imprescindibile punto di riferimento per i naviganti sono stati sostituiti da sistemi digitali, mentre quelli che ancora funzionano hanno perso l'anima, soggetti come sono a processi di automazione pressoché totale.

 

Ancora oggi i grattacieli di Hopper e della Woolf non potrebbero essere più distanti, o forse, paradossalmente, più prossimi.

 

Anche su Wikipedia è riportata la celebre frase con cui la scrittrice inglese parlò della genesi del romanzo, a partire dalla visione del faro:

 

« Fino a quarant'anni e oltre fui ossessionata dalla presenza di mia madre... Poi un giorno, mentre attraversavo Tavistock Square, pensai Al faro: con grande, involontaria urgenza. Una cosa ne suscitava un'altra... Che cosa aveva mosso quell'effervescenza? Non ne ho idea. Ma scrissi il libro molto rapidamente, e quando l'ebbi scritto, l'ossessione cessò. Adesso non la sento più la voce di mia madre. Non la vedo. Probabilmente feci da sola quello che gli psicoanalisti fanno ai pazienti. Diedi espressione a qualche emozione antica e profonda »

 

Di Hopper, invece, non sappiamo nulla della genesi dei suoi dipinti perché - come amava dire il pittore americano "se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe più nessuna ragione di dipingerlo". 

 

Ma nello stesso anno, con il lavoro sul colore da una parte, e con quello sulle parole dall'altra, due fari molto potenti incrociavano le loro traiettorie luminose, lasciando vaste zone di ombra nella mente e nei cuori di tanti lettori/spettatori.

 

Che è proprio nelle tante ombre suggerite che continuano a riconoscere il fascino più misterioso e attuale dell'arte, libro o quadro che sia.

 

 

 

 

 

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