Franz Borghese e il teatrino dell'esistenza un po' così

January 11, 2017

 

Non c'è artista come Franz Borghese interessato alla faccia degli uomini.

 

La borghesia, acchittata con abiti anni '10 del Novecento e reinterpretata con ironia disinvolta, era il suo soggetto prediletto.

 

Espressionismo, Nuova Oggettività tedesca anni Venti, Ensor, Grosz, Dix, Heinrich Hoerle correnti e nomi tirati in ballo di fronte ai suoi quadri...che in realtà non sono che piccole finestrelle per affacciarci un po' pensosi ma neppure troppo su vizi, vanità, vita cittadina, ordinaria quotidianità di quella società un po' vacua, a cui l'artista ha rivolto uno sguardo fra l'affettuoso e il graffiante.

 

Mi piace molto, Franz Borghese.

 

Techiche adoperate: china, acquarello, olio, tempera, incisione, scultura.

 

Mi piace il suo spirito di osservazione acuto, inesauribile fabbricatore di immagini e di situazioni, come qualcuno ha detto, "caricate a molla".

 

La stesura del colore - il rosso quello dominante - vira sovente, nel corso della sua carriera, verso la bicromia, quando non la monocromia, accentuando lo spirito dissacrante e particolarissimo di Borghese.

 

Dalla fine degli anni Sessanta molla le tonalità cupe e drammatiche per far rotta nei magmatici territori della satira sociale.

 

Del resto, la vena ludica, spostata al cromatismo caldo di Scuola Romana, lo accompagna sempre, insieme alla serena ludicità che adotta nella narrazione della sua "commedia umana".

 

Qualche titolo? "Coniugi antichi", "coniugi e cane", "coppia a cavallo", "coppia ed alberi", "coppia in città", "il baciamano": un mondo tenacemente in posa, naive, ma solo apparentemente.

 

Romano doc, Borghese studia e si forma nella Capitale, all'Accademia di Roma, e ha come maestri Purificato, Capogrossi, Turcato, Maganzini.

 

Apprezzato da un vasto pubblico per l'immediatezza dei suoi dipinti ("Trovo gli uomini la cosa più interessante da guardare, vivendo in mezzo a loro e me stesso, ed è questo che racconto in pittura", diceva l'artista), curioso e anche abile giocatore di scacchi, ha mostrato particolare attenzione anche verso figure storiche come quella di Napoleone, a cui ha dedicato pure un romanzo, Waterloo, battaglia immaginaria, in cui ribaltava curiosamente le sorti, riscrivendo la storia. (Ve lo consiglio!)

 

A partire dagli anni Settanta si è dedicato anche alla scultura, e ha realizzato parecchie acqueforti, serigrafie e litografie. Dalla sua prima personale a Roma nel 1968, in via Margutta, dove espose anche il quadro "In morte di Luther King", ha realizzato tantissime opere. 

 

Questa che ho postato mi piace particolarmente.

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