Il peggiore degli incubi

December 8, 2016

 

Quando uscì per la prima volta nelle sale "L'ultima porta", ricordo che il dibattito verteva sulla domanda: patacca o filmaccio in grande stile?

 

A rivedere il trailer, mi viene da sorridere: sequenze iper veloci debitamente pompate da rumori spacca timpani con fantasmatiche figurine e volti emaciati che di tanto in tanto irrompono in primo piano frammezzati da scene cliniche, genitori disperati e il faccione (sublime, s’intende, ah!) di Andy Garcia ora trafelato ora "stile Teddy Bear", incalzato da un pretenzioso paranormale (oltre “The Others”…..oltre “Il sesto senso”….) e tuffato chissà in quale oscura profondità.

 

Ma il film, signori miei, annienta: una bambina in coma vegetativo per un incidente; un fratello che sembra avere la colpa del fattaccio; una neurologa che deve risvegliare la bambina; e la chiave del mistero del risveglio che il fratello traumatizzato sembra avere...

 

Soprattutto, c’è la fotografia di Lukas Strebel che enfatizza con dovizia un illogico bazar di snodi narrativi presi e presto lasciati che depistano l’attenzione in maniera fastidiosa, portandoti a desiderare un più ordinario paranormale, che invece non c’è.

 

“The Lazarus Child”, la bambina dagli occhi bianchi, è un brivido dietro la schiena che è appena un refolo d’aria dalla porta socchiusa di un aldilà che sa annoiare. 

 

Possibile?

 

Forse è questo "il peggiore degli incubi"...

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