L'ostrica

August 28, 2018

 

L'ostrica, della grandezza di un ciottolo medio, ha un'apparenza piú ruvida, un colore meno unifrome, brillantemente biancastro. 
E' un mondo testardamente chiuso. Eppure si puó aprire: occore per questo tenerla nel cavo di un canovaccio, usare un coltello intaccato e poco franco, far diversi tentativi. Le dita curiose si tagliano, le unghie si rompono: è un lavoro grossolano. 
I colpi che le si dànno ne segnano l'involucro con cerchi bianchi, con sorte di aloni.

All'interno si trova tutto un mondo, da bere e da mangiare: sotto un firmamento (propiamente parlando) di madreperla, 
i cieli di sopra si accasciano sui cieli di sotto, per non formare piú che una pozzanghera, un sacchetto vischioso e verdastro 
che fluisce e reluisce all'odore e alla vista, frangiato sui bordi da un merletto nerastro.

Talvolta, raramente, una formula imperla la gola madreperlata: e di essa si fa subito ornamento.

 

 

da Il partito preso delle cose di Francis Ponge 

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